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tribunale 17

VERBANIA – 10.09.2019 – “Non l’ho proprio visto

e ancora oggi non riesco a capire come possa essere successo”. Sono passati quasi tre anni da domenica 27 novembre 2016, giorno che Gabriele Dal Cucco, 52enne medico originario del Vco ma residente a Milano, ricorda ancora adesso. E che non dimenticherà. Al volante di una Toyota Rav4 con a fianco la compagna, alle 11 uscì dall’abitazione del padre, a Gravellona Toce, per andare a comprare cibo per cani. Lungo corso Sempione si trovò di fronte il 75enne pensionato gravellonese Angelo Frigatti, che investì. Gli attimi di quell’incidente diventato mortale con il decesso dell’anziano avvenuto all’ospedale di Verbania poche ore dopo, l’automobilista li ha ricordati ieri in aula nel processo che lo vede imputato per omicidio stradale. “Andavo pianissimo, non ero distratto, non stavo fumando, non maneggiavo il cellulare, non stavo nemmeno parlando – ha raccontato al giudice Annalisa Palomba –. Non mi sono accorto di nulla se non quando ho udito un colpo. Pensavo che fosse caduto un vaso da un balcone, invece…”. Invece Frigatti, che stava attraversando corso Sempione non distante da casa, poco oltre le strisce pedonali, era a terra: “Siamo scesi, ho chiamato i soccorsi e fatto cercare i familiari dai passanti che lo conoscevano; gli ho preso i parametri vitali e ho riferito al 118 la sua situazione, dicendo anche quali farmaci assumesse come mi era stato riferito dalla moglie”. Angelo, conosciuto in città con il soprannome di Iones, era cosciente e vigile. “Aveva solo un’escoriazione alla testa e diceva di volersi alzare”, ha spiegato il medico e ha confermato anche la compagna. Anche lei non s’era avveduto del pensionato, investito in prossimità della mezzeria. Sulla ricostruzione dell’incidente il perito della difesa è stato chiaro nell’affermare che la Toyota viaggiasse a meno di 20 chilometri all’ora e ha ipotizzato che l’investito, il cui incedere era rallentato perché claudicante e costretto a muoversi con un bastone, o abbia cambiato direzione a metà strada o che fosse coperto dai veicoli provenienti dalla direzione opposta. Su un punto tutti convergono: l’automobilista fu abbagliato. “Era una mattina di sole molto forte – ha detto l’imputato –. Prima di udire il colpo ho avuto un abbaglio”.

I familiari di Frigatti sono stati tutti liquidati dall’assicurazione e il medico, che è stato sanzionato per un’infrazione al codice della strada e da due anni ha la patente ritirata, è a processo per omicidio stradale. Con la sua testimonianza s’è concluso il dibattimento. Il procedimento è stato aggiornato al 7 ottobre per discussione e sentenza.