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NOVARA - 15-07-2020 -- Forza per il bene

e strumenti di rigenerazione globale, con scopi più alti del mero profitto. Sono le 3422 aziende per 140 settori di 71 Paesi del mondo - certificate “B-Corp” dall’ente indipendente B-Lab - che oltre a generare profitto per gli azionisti creano un impatto positivo sulla società e sull’ambiente, costruendo così un'economia più inclusiva e sostenibile.
 
Su 120.000 aziende analizzate negli anni da B-Lab, solo il 2,8% ha superato il punteggio di 80, necessario per ottenere la certificazione, mentre il valore medio è di 51. Con un punteggio di 104 Novamont entra a far parte di questo movimento globale che sta riscrivendo il modo di fare impresa nel mondo, diventa “B-Corp” e, grazie alla modifica dello statuto societario, acquisisce anche la forma giuridica di “Società Benefit”, riconosciuta in Italia dalla legge del 28 dicembre 2015.
 
Una Società Benefit fissa nel proprio statuto l’impegno a condurre un’attività economica agendo in modo da portare benessere ad ambiente e persone e prevede la responsabilità dei suoi amministratori nel rispettare gli obblighi assunti verso le finalità sociali stabilite e nel valutare e rendicontare annualmente gli impatti generati. Un cambio di paradigma considerevole, che rappresenta un’opportunità non soltanto per le singole imprese, ma anche per la qualificazione di intere filiere. Il sistema B-Corp mette a disposizione uno strumento di certificazione rigoroso degli obiettivi e dei risultati sistemici delle Benefit Company.
 
 
“Le B-Corp rappresentano un completo cambio di paradigma, che guarda al business come forza di rigenerazione e che ci spinge a ripensare al ruolo delle imprese nella società, per andare ben oltre il profitto dell’oggi e garantire trasparenza e valore diffuso per i territori”, ha dichiarato Catia Bastioli, amministratore delegato di Novamont.  “Auspichiamo che il percorso che Novamont ha intrapreso per ottenere questa importante certificazione e il nostro impegno, come società benefit, a valutare e rendicontare gli impatti ambientali e sociali generati, possano essere condivisi da un sempre maggior numero di imprese e diventare un tratto distintivo della nostra filiera”, ha concluso Bastioli.