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BIELLA 26-10-2020 Il 4 ottobre 2019 Gabriele Bodo

 

Sasso veniva nominato presidente di Cosrab, il consorzio smaltimento rifiuti area biellese, nel pieno di due grandi crisi, quella economica e quella che ha colpito Seab. 

A un anno di distanza Bodo fa un bilancio dei primi mesi di mandato, parlando di ciò che è andato bene e di quello che spera di cambiare in futuro.
 
D. Molte persone non sanno nello specifico di cosa si occupa l'ente che lei presiede, facendo confusione tra Cosrab e Seab. Quali sono le differenze tra i due enti? 
R. Cosrab è l'ente che governa la gestione dei rifiuti sul territorio biellese, mentre Seab è una delle braccia operative di Cosrab e si occupa della raccolta e del trasporto dei rifiuti.
 
D. Avete vissuto 365 giorni intensi e complicati sotto molti punti di vista. Qual è il suo giudizio su questo primo anno da presidente?
R. È stato un periodo davvero molto intenso. Ho sfruttato le prime settimne per conoscere bene l'ente e capire quali fossero le aree nelle quali intervenire per migliorarne l'operatività. Con l'aiuto di tutto il cda e dei collaboratori di Cosrab, che colgo l'occasione per ringraziare, abbiamo messo in piedi molte iniziative e progetti, che riguardano il miglioramento della gestione dei rifiuti, la didattica nelle scuole, i progetti destinati ai giovani, le forme di tutela dell'ambiente (abbandoni selvaggi, ndr) e la gestione degli ecocentri.  
Ci siamo poi occupati della stabilizzazione e razionalizzazione del bilancio dell'ente, che al momento non presenta criticità, passaggio fondamentale per poter affrontare con serenità i progetti che abbiamo messo in cantiere.  
 
D. Quali sono state le maggiori aree di criticità?
R.Ho riscontrato che in passato è venuta spesso a mancare la progettualità. Parte delle attuali difficoltà sono dovute a una conduzione quotidiana volta a risolvere i problemi nell'immediato, anziché vere una visione globale. 
Perciò ritengo imperative una riorganizzazione e razionalizzazione, per migliorare i servizi e contenere i costi. 
Il "Piano d'ambito", recentemente presentato e  approvato dalla Regione, primi in Piemonte ad averlo completato, ci porta in questa direzione.  
Un altro elemento di difficoltà è rappresentato dalla rigidità imposta dalla burocrazia, che rende gli obiettivi più complicati da raggiungere.  
 
D. Come avete affrontato l'emergenza Covid?
R. Gli uffici hanno continuato a lavorare in smart working senza interrompere o limitare minimamente i servizi e la gestione dell'ordinario. I DPCM però hanno imposto la chiusura degli ecocentri, creando grossi problemi: alla riapertura infatti ci siamo trovati a gestire un'affluenza eccezionale, ben oltre la media. Parallelamente c'è stato  un netto incremento degli abbandoni impropri, problema che abbiamo affrontato con numerosi interventi straordinari, in collaborazione con la Provincia di Biella. 
Colgo l'occasione per invitare i cittadini a segnalarci sempre eventuali situazioni anomale, affinché l'ente possa intervenire tempestivamente.  
 
D. E come state gestendo la crisi economica di Seab?
Fortunatamente negli scorsi mesi si è insediato un gruppo di manager e professionisti capaci e seri, che ritengo riusciranno a portare Seab fuori dalla crisi. Sicuramente ci sarà un ritocco delle tariffe, necessario per far fronte ai debiti maturati negli ultimi anni, in gran parte dovuti alla pregressa cattiva gestione della società. La speranza è che, una volta recuperata la situazione debitoria, le tariffe possano essere riviste al ribasso. Tuttavia, su una media piemontese di costo pro capite per lo smaltimento dei rifiuti di 164 euro, Biella si attesta ad oggi sui 140 euro circa.  
 
D. Si è tanto parlato del nuovo ecocentro di via per Candelo. Si farà? E se si dove e quando?
R. L'attuale ecocentro va obbligatoriamente riqualificato, tuttavia il sito presenta diverse criticità non risolvibili, per questo si è deciso di prendere in considerazione la realizzazione di una nuova struttura. E' già stata  individuata un'area sempre in via per Candelo: stiamo avviando l'iter burocratico per poter rendere operativo il progetto. 
 
D. Quali sono i vostri progetti a breve e medio termine?
R. Abbiamo riconfermato il progetto didattico di informazione e formazione nelle scuole primarie e secondarie, perché riteniamo che educare i giovani sia la base per avere in futuro un ambiente più pulito e un maggior rispetto nei confronti della natura. 
Abbiamo siglato una partnership con il progetto "Mappiamo la città di verde": prima dell'emergenza Covid sono state organizzate diverse giornate dedicate alla raccolta dei rifiuti, che hanno coinvolto centinaia di ragazzi delle scuole elementari, medie e superiori, con la collaborazione degli istituti scolastici e dei comuni del territorio. 
Abbiamo creato un protocollo per i comuni, interamente finanziato da noi e dedicato alle "Ecofeste". Chi aderirà potrà utilizzare materiale interamente bio degradabile o riciclabile. 
 
D. Soddisfatto del rapporto con le istituzioni pubbliche e private del territorio?
R. Molto. Ho avuto collaborazione sia dai comuni sia dalla Provincia, dialogando con tutti e riscontrando sempre disponibilità, dai territori più piccoli ai paesi più grandi. Inoltre abbiamo instaurato un clima di collaborazione e confronto con Seab, situazione che non si era verificata con la precedente gestione. 
Colgo anche l' occasione per ricordare un membro del nostro Cda recentemente scomparso e che ci ha segnato molto: Paolo Tumiatti, splendida persona e amministratore serio e capace.