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PIEMONTE 23-02-2021-- Numerose associazioni della società civile hanno lanciato un appello per chiedere che non venga abrogata la legge contro la dipendenza dall’azzardo. Un appello rivolto Cirio e a tutta l’Assemblea Regionale: “non possiamo rispondere ai danni della pandemia riportando nei centri abitati le slot machines”, si legge in una nota diffusa.

La protesta è scatenato dalla una decisione della Regione, che sta concludendo un iter per abrogare tale legge. La proposta in discussione nelle apposite commissioni propone il dimezzamento delle distanze dai luoghi sensibili, e che non vengano più considerati tali le banche, i punti bancomat e i luoghi di aggregazione sociale. “Non possiamo riavvicinare tali risposte alle fragilità che questi lunghi mesi hanno fortemente accresciuto – continua la nota – Siamo consapevoli delle ricadute occupazionali conseguenti all’applicazione dell’attuale legge, ma chiediamo che si cerchino soluzioni virtuose, in linea con l’art. 41 della Costituzione, dove si ribadisce che la libera iniziativa privata «non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana». Il disastro della pandemia invoca un forte cambiamento nel campo delle scelte economiche, e come tutti sappiamo sono state messe a disposizione ingenti risorse per le necessarie scelte di sostegno e di riconversione produttiva, per un’economia più attenta alle persone. Dal buio di questo tempo difficile non possiamo uscire tornando indietro”.

Intanto, secondo i dati regionali, forniti di recente dall’Istituto regionale di statistica IRES e dall’Osservatorio sulle dipendenze, la legge n.9 del 2016, approvata all’unanimità dal Consiglio Regionale, il Piemonte sarebbe all’avanguardia nell’attenzione alle persone e alle famiglie più fragili e ne ha fatto un esempio per le altre Regioni.

Ora si registra che in Piemonte in soli tre anni (2016-2019, prima quindi delle chiusure per Covid) i pazienti in carico ai Servizi Sanitari sono diminuiti del 20% e i giocatori a rischio sono divenuti in proporzione la metà di quelli del resto d’Italia. Ciò naturalmente insieme ad una forte riduzione dei volumi di denaro investito. Nello stesso tempo l’incremento del gioco on line è stato inferiore a quello registrato nelle altre Regioni.

Legge in vigore: http://www.regione.piemonte.it/sanita/cms2/images/allegati/LR_9_2016.pdf Proposta di legge abrogativa: http://serviziweb.csi.it/solverweb/IndexDocumentServlet?id=59492