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cota roberto

La questione dell’obbligatorietà del green pass infiamma la polemica politica. Visto lo sforzo che il nostro sistema produttivo è chiamato a compiere per ritornare ad essere competitivo, le manifestazioni sfociate purtroppo anche in atti violenti ed i tentativi di blocchi di questi giorni suscitano una certa irritazione. C’ è bisogno di lavorare e sottoporsi al vaccino è un sacrificio che, nell’ interesse di tutti, è assolutamente sopportabile. Ciò in quanto senza la immunizzazione della popolazione si rischiano nuove chiusure con conseguenti disagi. I boicottaggi che sono stati organizzati sono stati un flop e l'Italia che lavora ha dimostrato di essere stufa di battaglie ideologiche. Detto questo, la scelta di rendere obbligatorio il green pass e non il vaccino non è il massimo della coerenza: lo Stato non si assume le proprie responsabilità e scarica su lavoratori ed aziende una serie di adempimenti e responsabilità. “Io non ti obbligo formalmente a vaccinarti , ma se non lo fai ti rendo la vita impossibile ” . Peccato che nel rendere la vita impossibile ai riottosi del vaccino la si complica agli altri. Sarebbe stato più giusto introdurre l'obbligo vaccinale e stop. Anche perché tale obbligo è compatibile con il nostro ordinamento giuridico (esiste già in altri casi ed anche la Corte Costituzionale si è pronunciata in punto), il sistema dei controlli e delle limitazioni collegato al green pass pass, molto di meno.

Buona domenica e buona settimana.

Roberto Cota